13 minuti di lettura 7 ottobre 2020

Categorie: Smart Working

WORK-LIFE INTEGRATION: svelato il motivo per cui lo Smart Working ci rende più felici!

 
Di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici”.
Lo diceva Apollinaire quando ancora non esisteva lo smart working, ma oggi non potrebbe che concordare con noi di fronte alla potenza del lavoro in remoto.
Ma… felicità e lavoro possono davvero andare di pari passo?
 
Ci sono numerosi punti di vista legati alla questione: c’è chi dice che facendo un lavoro che ci piace non lavoreremo mai un giorno nella nostra vita, ma c’è anche chi sostiene che lavorare e portarsi a casa il fardello delle responsabilità e dei ruoli potrebbe danneggiarci.
 
Come possiamo capire se siamo in grado o meno di reggere i ritmi e la connessione ininterrotta quando siamo in smart working?
 
Grazie a un concetto molto preciso che risponde a tutti i nostri dubbi e si concretizza in un termine coniato in tempi relativamente recenti: WORK-LIFE BALANCE.
 

WORK-LIFE BALANCE: LAVORO E VITA PRIVATA SUI PIATTI DELLA BILANCIA. QUALE PESA DI PIÙ?

 
Il bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa è un tema che si è gradualmente logorato negli anni scorsi: c’è stato un tempo in cui si immaginava, sperava, organizzava la vita sulla base di una formula.
 
Questa formula prevedeva l’equilibrio perfetto dei due pesi (lavoro e vita privata) sui piatti della nostra bilancia immaginaria.
 
Oggi ci siamo resi conto tutti che una separazione netta, un equilibrio perfetto dei due pesi non è possibile. 
 
Dal momento che il work-life balance è stato messo all’angolo, è necessaria una soluzione alternativa.
 
Oggi la situazione è: lavoriamo da dove vogliamo, scegliamo gli orari che ci sono più confacenti, modifichiamo le tabelle di marcia in corso d’opera.
 
L’unico punto fisso che abbiamo, quando lavoriamo in smart working, è la consegna finale. 
 
Non ci sono più i luoghi stabili: ci spostiamo e lavoriamo facilmente anche da uno smartphone.
 
Il concetto di work-life balance è quindi stato soppiantato da un nuovo modo di intendere la combo “lavoro + vita privata”: 
 
È nato il work-life integration.

WORK-LIFE INTEGRATION: UN COMPROMESSO TRA NECESSITÀ E COMODITÀ

 
Integrare due aspetti della vita che sono completamente opposti, ma pur sempre complementari, risulta complesso e a volte richiede parecchio dispendio di energie, una buona organizzazione e un autocontrollo notevole.
 
Ci siamo trovati inevitabilmente di fronte alla necessità di mescolare lavoro e vita privata: siamo stati messi in quarantena forzata dal Governo, abbiamo modificato drasticamente da un giorno all’altro tutte le nostre abitudini e ci siamo dovuti adattare alla meno peggio.
 
Noi, in quanto imprenditori, ma anche in quanto persone, siamo stati messi di fronte alla scelta più antica del mondo: SOPRAVVIVERE O SOCCOMBERE?
 
La legge del più forte ha decretato vincitori e vinti.
 
Molti hanno scelto di adattarsi velocemente ai nuovi ecosistemi sociali: dipendenti in smart working, didattica a distanza, acquisti online.
 
Ed ecco che la vita privata si è fusa inevitabilmente con quella lavorativa per tantissimi italiani ed è nata la work-life integration.
 
Flessibilità e organizzazione del lavoro e della vita privata in base alle esigenze di ciascuno hanno portato al decadimento di quel concetto che richiedeva un totale e perfettamente strutturato equilibrio tra lavoro e vita privata.
 
È finito un mito, ma si è aperta una porta che lascia intravedere numerosissime nuove possibilità e permette a ciascuno di noi di entrare nello scenario che più si adatta alle proprie esigenze personali.
 

IL FUTURO? È IL LAVORO LIQUIDO E NON BILANCIATO

 
Abbiamo salutato (più o meno a malincuore) i nostri uffici e abbiamo sfumato i confini tra lavoro e piacere. 
 
Non ci sono più orari precisi per svegliarsi, fare colazione, recarsi a lavoro, interrompersi per una pausa, riprendere a lavorare e, infine, tornare a casa.
 
I tempi di una normale giornata lavorativa di otto ore si sono spalmati nell’arco di dodici ore giornaliere.
 
Inoltre, abbiamo eliminato i luoghi fisici fissi e iniziato a lavorare portandoci il PC anche al mare, in campeggio, in montagna, in treno.
 
Oggi il digitale ci ha permesso di fare passi da gigante: possiamo accompagnare i bambini a scuola e rispondere dall’auto alle e-mail aspettando il suono della campanella; possiamo tranquillamente organizzare una conference call mentre facciamo jogging e controllare che le nostre giornate siano produttive con qualche tocco sullo smartwatch.
 
Integrare vita e lavoro ci permette di gestire in maniera più fluida i nostri impegni, di controllare il nostro stato mentale, di prenderci una pausa quando ne sentiamo la necessità.
 
Il 2020 è stato un anno davvero opprimente, difficile.
 
Ci ha messi alla prova sotto ogni aspetto della vita: abbiamo lavorato da remoto senza averlo mai fatto prima e gli imprenditori hanno gestito le aziende seguendo delle nuove modalità.
 
Abbiamo improvvisato degli uffici a casa, ci siamo dotati degli strumenti necessari e abbiamo iniziato a sperimentare la work-life integration.
 
Ma adesso è arrivata la domanda fatidica: come può lo smart working renderci felici?
 

SMART WORKING E FELICITÀ: PICCOLE REGOLE PER ESSERE FELICI

 
Lavorare a casa non significa dedicare quindici ore al lavoro e non lasciarne nemmeno un paio per sé stessi: bisogna cercare sempre un bilanciamento tra ore di lavoro e ore dedicate ad altro.
 
Movimento, hobby, relax: uno dei vantaggi dell’integrazione tra vita lavorativa e privata è che puoi rispettare i tuoi tempi, il tuo orologio.
 
Ti piace lavorare di notte? 
 
Puoi farlo, ma non dimenticare di dedicare il resto della giornata a riposare, allenarti, leggere, coltivare le tue relazioni.
 
Sei un mattiniero e per te il mattino ha l’oro in bocca? 
 
Concentra tutte le azioni più complesse e il lavoro nei momenti che sono per te più proficui e dedica i momenti più sotto tono della giornata ad altre attività per ricaricare le tue batterie.
 
Uno degli aspetti che i lavoratori in smart working hanno sottolineato in positivo, è quello legato allo stress: non bisogna svegliarsi troppo presto per affrontare il traffico, non c’è la corsa al parcheggio, non c’è inquinamento da respirare già di prima mattina.
 
Possiamo affermare che il lavoro da remoto sia una soluzione valida e che in futuro potrà entrare definitivamente nelle vite di moti lavoratori? 
 
Sì, possiamo affermarlo.
 
Tuttavia bisogna sempre fare molta attenzione: il rischio di trasformare la nostra vita in un lavoro h24 c’è e per questo motivo esiste il DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE.
 
Vediamo insieme di cosa si tratta.
 

DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE: QUANDO STACCARE LA SPINA DIVENTA UN SALVA VITA

 
Tra i tantissimi vantaggi che il lavoro in remoto offre, ci sono anche dei rischi che dobbiamo assolutamente evitare per vivere nel modo giusto la nostra esperienza smart.
 
Uno dei rischi più frequenti e che può danneggiare molto il nostro lavoro è ritrovarsi a ricevere notifiche anche quando siamo in vacanza.
 
Per quanto si possa cercare di ignorare la notifica di quella e-mail arrivata di sabato mattina o di domenica, la tentazione di cliccarci sopra, aprirla e svelare il mistero è molto forte.
 
In realtà dovremmo imporre a noi stessi di restare disconnessi.
 
Lo smart working non può essere la nostra vita: è parte integrante di essa, ci permette di vivere con comodità il lavoro, ma deve anche essere limitato e regolamentato, perché altrimenti diventa nostro nemico.
 
Nelle persone che non riescono a bilanciare e a limitare l’incidenza del lavoro nella vita privata, rischia di svilupparsi una sensazione di malessere che impatta negativamente anche la produttività lavorativa e la qualità della vita.
 
Il diritto alla disconnessione è un aspetto fondamentale da considerare all’interno di ogni azienda: bisogna sempre ricordarsi di monitorare il tempo passato sul lavoro e quello destinato alla vita personale, cercando di non eccedere né in un senso, né nell’altro.
 
Recuperare le energie mentali e fisiche dopo una giornata di lavoro è sempre fondamentale: che si tratti di lavoro in presenza o in remoto.
 
Ricordiamoci sempre che il tempo libero è un nostro diritto e questa sfera non deve essere mai invasa dal lavoro.
 
Ma torniamo agli aspetti positivi e capiamo come smart workingoggi sia sinonimo di felicità per le aziende e per i dipendenti.
 

REMOTE WORKING: PRODUTTIVITÀ, RISULTATI E PERSONE

 
Gestire il nostro tempo in maniera efficace, eliminando il rischio di andare in burnout e sovraccaricarci, è fondamentale quando lavoriamo in remoto, ma è molto più complesso di quanto si possa pensare.
 
Proprio per questo, è necessario dotarsi di strumenti che ci aiutino a pianificare le nostre giornate, snellire il nostro calendario e comunicare in maniera efficace con i colleghi.
 
È molto utile che tu sappia che ci sono delle piattaforme di time tracking che ci aiutano a misurare il tempo utilizzato per il lavoro, ma non finisce qui: se vogliamo partire dalle basi, la parola d’ordine per lavorare bene e gestire al meglio il proprio tempo è una sola: COMUNICARE.
 
➡ Qui abbiamo definito le 7 regole per gestire un ufficio da remoto.
 
Lavorando in remoto è facile isolarsi, quindi è bene introdurre nelle nostre aziende delle regole precise che organizzano e gestiscono le comunicazioni tra colleghi e superiori, e che rendano più semplice coltivare i rapporti interpersonali.
 
Per le aziende che sceglieranno e/o hanno già scelto lo smart working è quindi molto importante avere dei valori aziendali condivisi, noti a tutti i dipendenti e soprattutto rispettati.
 
Un team che nasce e cresce sulla base di valori aziendali consolidati, insegue un ideale comune, degli obiettivi che mirano al bene dell’azienda e che portano benefici a tutti.
 

I DATI: SMART WORKING = AUMENTO PRODUTTIVITÀ

 
Siamo in dirittura d’arrivo: vogliamo concludere questa disamina sullo smart working e sulla felicità che ne consegue utilizzando i dati tratti dal Corriere dell’Economia, che ci svelano il legame tra produttività, felicità e lavoro agile.
 
A causa del Covid-19, ci siamo dovuti cimentare in una nuova sfida: chi ha potuto scegliere il digitale lo ha fatto e ha goduto dei benefici della sopravvivenza in tempo di pandemia.
 
Quando tutto sembrava essere sull’orlo del precipizio, in bilico tra il fallimento e l’assenza di alternative, lo smart working è stato la corda che ci ha tenuti a galla e che ci ha salvato la vita.
 
Lo sviluppo del digitale ha permesso a molte aziende pubbliche e private di fornire i propri servizi in completa sicurezza e con costanza, garantendo i servizi ai clienti, il lavoro ai dipendenti e il sostentamento dell’azienda stessa.
Secondo un’indagine del Politecnico di Milano, il 58% delle grandi imprese italiane ha introdotto iniziative concrete relative al lavoro agile per renderlo fruibile oltre la fase dell’emergenza.
Anche la Pubblica Amministrazione si è cimentata nello smart working avviando progetti di lavoro smart in una percentuale che vede un incremento tra l’+8% e il +12%, rispetto al 5% del 2017.
 
L’emergenza è stata quindi uno stimolo per noi italiani, che siamo sempre restii ad adottare nuove tecnologie e modalità di lavoro che nel resto del mondo sono sdoganate da anni.
 
Oggi ci possiamo rendere conto di quanto sia importante permetterci di essere al passo con i tempi, quanto sia importante essere al centro di questo mondo che continua a evolversi e cambiare, e che ci richiede di cambiare con lui.
 

IL DIGITALE CHE STAVI ASPETTANDO: MIGLIORA LE PERFORMANCE DELLA TUA AZIENDA CON VOXLOUD

 
Ormai è chiaro a tutti: la legge del più forte non funziona solo tra gli animali, ma anche tra noi uomini d’affari.
 
Darwin aveva ragione: 
Sopravvive solo chi sa adattarsi al mondo che cambia.
Oggi ADATTAMENTO significa essenzialmente DIGITALE: non possiamo più ignorare l’importanza della tecnologia digitale, non possiamo obbligarci a restare ancorati alle vecchie tradizioni.
 
Per quanto possa confortarci l’idea di andare in ufficio ogni giorno e sapere che una volta usciti possiamo definire la nostra giornata lavorativa conclusa, dobbiamo sempre e comunque fare i conti con tutto il resto: traffico, stress, impegni che non riusciamo a rispettare, poco tempo libero.
 
La frenesia della contemporaneità ci impone di fermarci.
 
Il Coronavirus ci ha messi di fronte al fatto compiuto: ci siamo fermati e anche a lungo.
 
Come hanno fatto a sopravvivere tutte quelle aziende che hanno scelto di non adeguarsi all’evoluzione tecnologica? Non ce l’hanno fatta.
 
È per questo che siamo qui: vogliamo parlarti di digitale, vogliamo mostrartene i vantaggi, ma anche spiegarti come correre ai ripari dagli eventuali pericoli legati allo smart working.
 
Siamo Voxloud e vogliamo urlare a gran voce che è arrivato il momento di cambiare!
 
Il lockdown ci ha dato ragione: dobbiamo avanzare, evolverci e incontrare il digitale.
 
Per questo, vogliamo offrirti la griglia di partenza per digitalizzare la tua azienda in modo semplice e veloce: ti bastano solo 59 secondi.
 
Rispondi ai tuoi clienti e ai tuoi impiegati da ogni parte del mondo, coordina le operazioni del tuo team e rendi il lavoro agile e veloce come mai prima d’ora.
 
Ricorda: il lockdown ci ha fatto capire che per svolgere tantissimi lavori non è necessario esserci ogni giorno, affrontare il traffico, andare in ufficio. 
 
Un centralino in cloud è il punto di partenza per tutti gli imprenditori che vogliono uno strumento di supporto, che li aiuti a organizzare agilmente il lavoro agile.
 
Per questo in Voxloud abbiamo pensato a un sistema user friendly: accessibile sia economicamente, sia dal punto di vista funzionale.
 
Voxloud ha creato un centralino attivabile in 59 secondi: non sono richiesti interventi tecnici, non c’è bisogno di formazione per iniziare a usarlo. 
 
È ciò che possiamo scegliere, oggi, per iniziare il nostro processo di digitalizzazione per il domani.
 
Sei curioso di scoprire di più sulle prestazioni del nostro centralino? 
 
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Ma attenzione, ricorda: se non scegli il digitale, sei fuori dai giochi!
 
Al prossimo articolo,
 
Leonardo Coppola e il team di Voxloud.

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