23 novembre 2020

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10 minuti di lettura

Lo Smart Working crea isolamento? Ecco cosa rischi e come evitarlo

 

“Vieni a prendere un caffè? Offro io”.
Capita molto spesso, sul luogo di lavoro, di condividere un momento di pausa per chiacchierare, per lamentarsi di una giornata no o per festeggiare un piccolo successo.
 
Siamo italiani, il caffè ci scorre nelle vene ed è profondamente radicato nella nostra cultura, tanto da essere argomento di discussione anche tra persone di un certo livello: lo scrittore Luciano De Crescenzo ha parlato molto del caffè. Una delle sue frasi più belle a riguardo è la seguente:
Ma vi siete mai chiesti cos’è il caffè? Il caffè è una scusa. Una scusa per dire a un amico che gli vuoi bene”.

Ed è dal caffè che vogliamo cominciare oggi… ma cosa c’entra?

Semplice: se prima prendersi una pausa significava avvicinarsi alla macchina del caffè e chiacchierare con un collega, adesso quel collega potrebbe essere dietro la sua scrivania... dall’altra parte della città.
 
Il motivo è semplice: nuovi contagi, aumento costante di ricoveri e di positivi al Coronavirus e tante, tantissime restrizioni
 
Chi può lavorare in smart working deve continuare a farlo, sia per la propria sicurezza, sia per l’incolumità dei propri familiari.
 
Eppure, a volte, stare a casa avendo di fronte solo lo schermo di un PC, ci fa sentire un po’ soli.
 
Come possiamo ovviare a questo problema, pur restando “connessi” a distanza?
 

LA ROUTINE CHE CAMBIA

 
È ormai da marzo che siamo alle prese con il lavoro agile, con le urla dei bambini per casa (che finalmente si sono placate grazie alla riapertura delle scuole) e con tutti i vantaggi e gli svantaggi connessi a un lavoro da casa.
 
Dovremmo esserci abituati, ma resta comunque complesso rinunciare a tutte quelle piccole abitudini che si sono consolidate in anni di lavoro in ufficio.
 
A volte, per quanto strano, potrebbe mancarci anche il traffico, i semafori rossi, il suono dei clacson e lo stress della nostra vecchia frenesia.
 
È tutto normale: cambiare routine e abitudini non è così semplice, non bastano pochi mesi e c’è chi ne risente più di altri. Per questo è molto importante ricercare e adottare delle soluzioni che ci riportino indietro, anche solo per pochi secondi, alla nostra routine d’ufficio.
 
Lo smart working è una pratica che esiste da molto tempo, ma solo lo scoppio della pandemia ci ha portato a usufruirne in maniera così massiccia.
 
Inizialmente si guardava a questa tipologia di lavoro come a un’attività per chi “non ha voglia di lavorare sul serio”. Lo sappiamo bene, la cultura del lavoro in Italia è radicata e basata principalmente sul lavoro in presenza.
 
La nostra tradizione lavorativa e le istituzioni stesse sono legate alla carta e alla scrivania in maniera viscerale: vedere questa realtà crollare da un giorno all’altro è stato un duro colpo per moltissimi lavoratori.
 
Ma adesso è arrivato il momento di individuare una soluzione alternativa a quelle pause caffè che ci piacevano tanto quando ancora salutavamo i colleghi con una pacca sulla spalla (e non con un’emoticon su Skype).
 

UNA PAUSA ALTERNATIVA PER COMBATTERE LA SOLITUDINE DA SMART WORKING

 
Siamo arrivati al punto di non ritorno: ormai è certo che tutti dobbiamo adeguarci a questa nuova modalità di lavoro e, volenti o nolenti, dobbiamo farci piacere lo schermo del PC e le riunioni via webcam.
 
Indubbiamente lo smart working porta con sé numerosi vantaggi: libertà di gestione del proprio tempo, prestazioni migliori, riduzione dello stress.
 
Ma il rovescio della medaglia ci parla anche di un senso di solitudine e alienazione che a un certo punto pervadono il lavoratore da remoto: chi ha sempre vissuto a contatto con altra gente ha visto il proprio mondo andare letteralmente in frantumi.
 
Il Covid-19 ci ha IMPEDITO di coltivare le nostre relazioni sociali e, adesso che la situazione sta nuovamente degenerando, ci troviamo di nuovo a subire limitazioni, restrizioni e regole che non ci fanno vivere a pieno la nostra socialità.
 
Smart working, però, significa lavoro intelligente” ed è proprio dall’intelligenza umana che è nata una soluzione per restare “animali sociali”, seppur divisi da uno schermo e da una connessione internet.
 
Ecco che allora nascono le pause caffè digitali”: ci sono numerose applicazioni che combinano i colleghi tra loro e fissano delle pause concordate da svolgere in videoconferenza, in modo che tutti possano scambiarsi informazioni, chiacchierare o fare un po’ di gossip.
 
Esattamente come se ci si incontrasse di fronte alla macchina del caffè in ufficio.
 

NON SOLO CAFFÈ: DALLA PAUSA AI GIOCHI AZIENDALI VIRTUALI

 
La pausa caffè è stata trasformata e declinata in digitale senza troppe difficoltà e colleghi da ogni dove si incontrano per prendere un caffè o un tè, accompagnandolo con una chiacchierata e un dolcetto home made”.
 
Ma possiamo anche pensare di combattere la SOLITUDINE dello smart working grazie a una serie di attività che, contemporaneamente, migliorano i rapporti fra i membri del team di lavoro, rafforzando la capacità di lavorare insieme da remoto.
 
In un periodo come questo, in cui c’è paura di uscire e si vocifera di coprifuoco, designare un giorno alla settimana a un’attività extra-lavorativa virtuale con i colleghi può essere più semplice.
 
Perché non prendersi un paio d’ore per giocare a Taboo, indovina il film o la canzone in videoconferenza?
 
Ti assicuro che attraverso le attività ludiche potrai scoprire diverse sfumature dei tuoi dipendenti e collaboratori e veder nascere una complicità tutta nuova.
 
Inoltre, esistono anche diversi siti che mettono a disposizione delle attività virtuali da poter svolgere semplicemente condividendo il link di accesso con il gruppo.
 
Prova a dare un’occhiata a questi:
  1. https://www.drawize.com/
  2. https://www.horsepaste.com/
Il primo ricalca le dinamiche di Pictionary, il secondo di Nome In Codice (puoi cercare online le regole… o coinvolgere il team di lavoro per capire come funzionano ;D).
 

SMART WORKING E SOLITUDINE SÌ O NO?

 
Sì, può succedere di sentirsi isolati e, quando c’è affiatamento nel team, non poter confortare o essere confortati con un abbraccio o una semplice pacca sulla spalla pesa… e non poco.
 
Mettendo da parte il problema dell’assenza di gesti fisici, da evitare comunque durante la pandemia, esistono svariati strumenti e applicazioni che ti permettono di ELIMINARE o attenuare il problema della solitudine che può colpire i lavoratori da remoto. 
 
Ma è importante che sia chiara una questione di base: 
Lavorare in maniera smart NON significa lavorare da soli.
Con un PC e una connessione a internet puoi connetterti con facilità ai tuoi colleghi coltivando i rapporti interpersonali e professionali con chi vuoi e soprattutto se lo vuoi (se alle nove di sera un collega ti scrive per lavoro… puoi mettere in silenzioso l’app e leggere la notifica il mattino successivo!).
 
Questo significa che non devi abbatterti, né sentirti solo: se hai bisogno di un supporto, di un consiglio e di un aiuto tra colleghi, ti basta mandare un messaggio, un po’ come un pss da una scrivania all’altra…
 
Sta a te iniziare a ragionare con una nuova prospettiva: oggi non possiamo coltivare i nostri rapporti sociali come a inizio anno e lo stiamo facendo per il nostro bene.
 
Se hai un’azienda e vuoi tenere alto il morale dei tuoi dipendenti, o se sei un dipendente e hai accusato anche tu il colpo della solitudine da smart working, sii propositivo!
 
Proponi di scaricare applicazioni che matchano i colleghi casualmente per le pause caffè, oppure proponi un gioco per il mercoledì sera, per esempio, e non dimenticare che siamo in un’era in cui c’è davvero una soluzione a tutto (anche alla solitudine!).
 
Lo smart working offre una serie infinita di potenzialità: ecco perché ogni azienda oggi dovrebbe avere una soluzione d’emergenza per permettere ai suoi dipendenti di lavorare in remoto senza incorrere in stress, solitudine e problemi.
 
Noi di Voxloud ci abbiamo pensato a lungo e abbiamo scelto di essere un’azienda smart sin dall’inizio: ecco perché siamo qui a parlarti di di questi temi.
 
Vogliamo darti un piccolo spunto per il futuro (o anche per il presente, se vorrai approfittarne fin da subito): ci sono momenti storici che IMPONGONO un cambiamento, ma per quanto possiamo viverlo male, soprattutto all’inizio, ciò è inevitabile e non necessariamente negativo.
 
Senza questi cambiamenti imposti, tutto resterebbe sempre uguale.
 
Ma cambiare non significa solo modificare le abitudini, patire un po’ perché la nostra routine è spezzata.
 
Cambiare significa EVOLVERSI e andare in una direzione nuova, magari più produttiva, più dinamica e più felice.
 
Proprio per questo, noi di Voxloud abbiamo creato il nostro servizio: vogliamo dare alle piccole-medie imprese la possibilità di organizzare il lavoro in maniera agile, senza più doversi preoccupare di traffico, affitti, semafori e stress.
 
Abbiamo fatto il nostro passo e abbiamo creato un centralino in cloud in grado di dare alla tua azienda una spinta smart, ma anche al contempo creativa e tradizionale. Infatti, se preferisci ancora il caro e vecchio telefono… non preoccuparti, sappiamo essere perfettamente vintage!
 
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A presto,
 
Leonardo Coppola