3 marzo 2021

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Smart working in Italia: 5 fasi che attraversano gli imprenditori nel passaggio da lavoro in sede a lavoro in remoto

 
Come sta andando per gli italiani lo smart working?
 
Non male, ma sicuramente potrebbe andare meglio. Soprattutto per gli imprenditori: non è semplice trasformare il proprio modo di lavorare in poco tempo.
 
 
E anche se ormai è da un anno che conviviamo con il virus, non è comunque un passaggio facile.
 
Per questo motivo abbiamo deciso di dar voce al percorso che hanno compiuto (e che stanno compiendo) nel passaggio da lavoro in ufficio a smart working.
 
Sono moltissime le aziende che in questi mesi passati hanno sperimentato il lavoro in remoto, scoprendo che la produttività può venire preservata anche da casa, ma anche che servono strumenti e attenzioni per far sì che tutto funzioni al meglio.
 
Siccome la situazione non può essere generalizzata in maniera assoluta, possiamo solo elencare quelle che per noi sono (probabilmente) le 5 fasi più comuni dell’evoluzione dello smart working all’interno delle PMI italiane.
 

PRIMA FASE: NEGAZIONE

 
Come è bene che sia, partiamo dal principio: la primissima reazione che tanti imprenditori hanno avuto è stata una negazione della necessità di lavorare da remoto.
 
Sebbene il virus facesse paura, a marzo 2020 non avevamo né mezzi né motivi effettivamente validi per scegliere di lasciare i nostri uffici, le abitudini, la routine e il traffico e lanciarci in un’avventura ai limiti del conosciuto.
 
Eppure, con il tempo si è rivelata una scelta necessaria, obbligata, e siamo stati costretti, seppur non completamente concordi, ad accettare di rimetterci in discussione e cambiare le nostre abitudini.
 
È arrivato lo smart working, ci ha travolti e ha lasciato gli uffici vuoti, ma con la testa piena di impegni e la bile che ribolliva dalla rabbia nei nostri stomaci.
 

SECONDA FASE: RABBIA

 
Siamo entrati a pugni stretti nella seconda fase: obbligati a scegliere tra chiusura e adattamento.
 
Come Darwin insegna, abbiamo scelto di adattarci e cercare una soluzione valida, un’alternativa funzionante e dei mezzi in grado di sostenerci durante il cambiamento.
 
Il passaggio dal lavoro in sede al lavoro in remoto è stato fonte di shock, disagi e difficoltà: non avevamo tutti gli strumenti adeguati a fronteggiare una scelta del genere e non eravamo pronti ad affrontare una transizione in maniera tanto repentina.
 
Ci siamo adattati: alla bell’e meglio abbiamo preso i nostri pc e i nostri telefoni, e ci siamo messi a riorganizzare le aziende, cercando nel frattempo di contrattare con il nostro Stato affinché trovasse mezzi e strumenti in grado di supportare tutte le aziende “obbligate” a modernizzarsi in poche settimane.
 

TERZA FASE: CONTRATTAZIONE

 
La fase della contrattazione è una fase che probabilmente non si concluderà se non con l’effettiva estinzione dell’epidemia.
 
Tuttavia, la parte più feconda delle contrattazioni è avvenuta nei mesi contemporanei al primo lockdown che il nostro Paese ha vissuto.
 
Si è cercato di raggiungere una quadra, sono stati stanziati fondi e avviati sit-in e proteste, ma alla fine ci siamo riusciti: abbiamo introdotto lo smart working nelle nostre aziende!
 
C’è chi si è ostinato a lavorare in sede (lockdown e settore di riferimento permettendo), chi ha iniziato a cavalcare l’onda del lavoro in remoto e chi ha scelto una soluzione ibrida, lasciando alcuni dipendenti a lavorare in ufficio e altri fra le mura di casa.
 
Non è stato semplice (e tuttora non lo è) riuscire a contrattare, soprattutto con sé stessi, in che modo e misura gestire lo smart working, ma alla fine abbiamo trovato una sorta di equilibrio.
 
Anche se…
 

QUARTA FASE: DEPRESSIONE

 
Siamo entrati nella fase della depressione: non è facile vedersi susseguire periodi di chiusura uno dietro l’altro, così come non sempre lo è gestire lo smart working. A volte può essere davvero frustrante, soprattutto quando non si posseggono gli strumenti più adeguati per metterlo in atto.
 
Ci siamo resi conto di quanto possa risultare complicato comunicare, soprattutto se consideriamo che prima bastava semplicemente spostarci da un ufficio a un altro.
 
Ci siamo anche sentiti isolati ognuno nella propria scrivania, senza pausa caffè con il collega preferito.
 
Una situazione di questo tipo non rende facile mantenere il morale alto; tuttavia, anche nelle giornate più buie, possiamo trovare quella luce che ci suggerisce che non è ancora finita.
 
Abbiamo proseguito con il nostro smart working e abbiamo saputo gestirlo, modificarlo e adattarlo e anche ricavarci dei profitti che ci hanno dato una nuova consapevolezza: per quanto sia difficile, possiamo farcela.
 

QUINTA FASE: ACCETTAZIONE E SUCCESSO

 
Accettare di convivere con un virus che causa danni, disagi ed elimina ciò che è insito nella nostra natura più profonda (essere animali sociali) ha generato in noi problemi, disagi e demotivazione.
 
Ma, con il tempo, siamo stati in grado di comprendere la necessità di un’azione di questo calibro e siamo diventati più forti portando nuova linfa alle nostre imprese.
 
Lottare ogni giorno per ciò che abbiamo e per chi siamo ci ha permesso di comprendere il vero significato dell’essere imprenditori: abbiamo trasformato un problema in una nuova possibilità, ci siamo reinventati e abbiamo ristabilito un ordine, seppur precario, ma pur sempre in grado di farci andare avanti.
Oggi possiamo dire che, chi più e chi meno, abbiamo tutti accettato la realtà del virus e il cambiamento che ha portato nelle nostre vite, smart working compreso.
Siamo passati da essere una nazione che sceglie il lavoro in remoto solo nel 15% dei casi, a una che lo utilizza per il 77% delle aziende italiane. Un passaggio di consegne coraggioso, unico nella storia e decisamente evolutivo.
 
Siamo stati spinti a guardare al futuro e a rivolgere l’attenzione a tematiche che avevamo tralasciato da tempo, perché magari troppo presi dal nostro solito e routinario modo di lavorare.
 
Oggi una ricerca Microsoft sottolinea che solo il 5% dei lavoratori si aspetta di tornare a lavorare in ufficio appena terminata la pandemia: la restante parte della forza lavoro italiana che ha sperimentato lo smart working sarebbe ben più felice di continuare su questa linea.
 
Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla percezione che ciascun lavoratore ha avuto della propria qualità di vita, sia personale, sia lavorativa: nell’87% dei casi gli intervistati da Microsoft hanno sottolineato quanto produttività e benessere siano aumentati grazie al lavoro da remoto.
 

RISPARMIO DI DENARO E MAGGIORE EFFICIENZA AZIENDALE

 
Una serie di benefici molto convincenti, se pensiamo anche al fatto che lo smart working potrebbe portare le aziende a risparmiare denaro in maniera consistente e questo non è solo un vantaggio per gli imprenditori, ma in generale per tutti i lavoratori che non dovrebbero più pranzare fuori, spendere denaro in benzina e parcheggi e quant’altro.
 
Ci sono tantissime innovazioni e moltissimi punti a favore dello smart working, tuttavia è sempre importante essere consapevoli che se vogliamo davvero spingerci oltre e avanzare tecnologicamente, dobbiamo investire negli strumenti.
 
Sono gli strumenti giusti, infatti, a rendere più snello il passaggio dal lavoro in ufficio al lavoro in remoto e a migliorare l’approccio allo smart working sia per noi imprenditori, sia per i nostri lavoratori.
 
Proprio legato a questo tema dell’innovazione e degli strumenti digitali noi di Voxloud abbiamo pensato a come si potrebbe iniziare a migliorare le PMI e a quali possono essere gli strumenti adatti a rendere più lineare, semplice e veloce la gestione dello smart working aziendale.
 
Abbiamo trovato una soluzione efficace ed efficiente, in grado di incrementare progressivamente le prestazioni aziendali grazie alle funzionalità che ottimizzano i processi, migliorano la comunicazione e lo fanno in un modo talmente user-friendly che, una volta provato, siamo certi troverai difficile tornare ai vecchi metodi.
 
Vorremmo farti conoscere nel nel dettaglio ciò che abbiamo creato per te e per tutte le PMI che hanno voglia di innovarsi, di sviluppare la propria tecnologia e proseguire verso la nuova frontiera del lavoro.
 
È per questo che abbiamo ideato una guida all’interno della quale ti sveliamo qual è il vero strumento principe della comunicazione aziendale e della buona riuscita di un progetto evolutivo incentrato sullo smart working: il centralino in cloud.
 
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Noi ci sentiamo prestissimo,
 
Leonardo Coppola