5 marzo 2021

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11 minuti di lettura

Vuoi cambiare operatore telefonico in azienda? Rispondi prima a queste 3 domande!

 

La scelta dell’operatore telefonico giusto è fondamentale per la tua azienda: da essa dipende – in gran parte – la buona riuscita del tuo lavoro e di quello dei tuoi collaboratori.

 

Trovare il gestore adatto, però, è un po’ come andare a caccia dell’amore della vita: non è così facile fare centro al primo tentativo. E se ti accorgi di non essere soddisfatto della tua relazione, forse è il momento di darci un taglio.

Insomma: se il servizio che hai acquistato fa acqua da tutte le parti, è giunta l’ora di cambiare operatore. Ne va della salute del tuo business.

 

Affinché tutto proceda per il verso giusto, però, devi prima dare riposta alle seguenti domande:

 

  1. Qual è la procedura per recedere dal tuo attuale contratto?
  2. Sei sicuro che il tuo futuro operatore e la sua offerta siano adatti alle esigenze della tua azienda?
  3. Conosci tutti i costi che comporta un’operazione di cambio gestore?

Analizziamo insieme questi tre punti nel dettaglio.

 

1 - CONOSCI LA PROCEDURA PER RECEDERE DAL TUO ATTUALE CONTRATTO?

 

La procedura di recesso varia leggermente da gestore a gestore. Se vuoi sapere esattamente come procedere, dunque, ti consiglio di consultare il sito web del tuo operatore: vi è sempre una sezione “assistenza” o “informazioni” che raccoglie tutte le specifiche del caso.

 

Fatta questa premessa, ecco alcune indicazioni di carattere generale:

 

  • Fai attenzione alle tempistiche di disdetta
  • Scegli la modalità di recesso che fa al caso tuo o quella necessaria
    • Telefono
    • Posta certificata
    • Raccomandata
    • Recesso online
    • Recesso in negozio
  • Attendi che ti venga comunicato l’esito positivo della disdetta
  • Controlla di aver saldato tutte le penali e i costi di dismissione previsti dal tuo contratto
  • Assicurati di aver restituito eventuali dispositivi a noleggio o di avere saldato la differenza se vuoi tenerli

Ciascuno dei passaggi elencati deve essere effettuato con la massima attenzione: è proprio sulle distrazioni e sulle sviste che moltissimi operatori telefonici basano la loro fortuna.

 

2 - SEI SICURO CHE IL NUOVO OPERATORE SIA TRASPARENTE E FACCIA PER TE?

 

Dopo avere seguito tutti gli step sopracitati, è importante verificare che il nuovo operatore e l’offerta che stai per sottoscrivere non nascondano tranelli quali spese extra, costi nascosti o penali esorbitanti in caso di dismissione del contratto.

 

Inoltre, è importante che tu valuti attentamente ciò che è effettivamente utile per la tua azienda e per le persone che vi lavorano e utilizzano il telefono ogni giorno, e cosa invece è superfluo.

 

Hai fatto un check incrociato di tutte le funzionalità necessarie per permettere ai tuoi collaboratori di lavorare al meglio delle proprie possibilità?

 

O hai solo pensato che, siccome l’offerta è imbattibile, va bene a prescindere perché ti fa risparmiare?

 

Se sei di quest’ultimo avviso, ti invito a riflettere su una questione. Nella maggior parte dei casi, una promozione incredibile a un prezzo ben al di sotto della media cela più di un problema come, per esempio:

 

  • Servizi aggiuntivi che sarai costretto a pagare pur non usufruendone
  • Servizi non richiesti che verranno attivati in corso di contratto
  • Carenze a livello di assistenza tecnica o servizio clienti
  • Difficoltà nel prendere la linea o nell’aggiungere più interni

Assicurati quindi di leggere sempre il contratto fornito dall’operatore con la massima attenzione – sì, soprattutto le clausole in calce al documento – e ricorda che quasi mai un’offerta “super conveniente” e all inclusive va davvero incontro alle esigenze di una piccola-medio impresa.

3 - CONOSCI TUTTI I COSTI DI RECESSIONE ANTICIPATA DAL CONTRATTO?

 

Spesso, i contratti telefonici prevedono delle clausole su servizi aggiuntivi e costi di disattivazione a cui non tutti prestano attenzione.

 

Sebbene grazie alla legge Bersani (approvata nel 2007) sia legalmente vietato imporre delle penali non giustificate sulla rescissione dei contratti, le grandi compagnie telefoniche hanno trovato il modo di inserire dei costi a tutti gli effetti giustificati.

 

A prescindere dalle motivazioni alla base di un’interruzione contrattuale, per disdire il proprio accordo con il gestore, il cliente ha l’obbligo di:

 

  1. Pagare i servizi aggiuntivi indicati da contratto (anche se non ne ha mai usufruito)
  2. Saldare la differenza per eventuali dispositivi rateizzati inclusi nell’offerta
  3. Pagare il cosiddetto “costo di disattivazione” (costo necessario per coprire le spese di chiusura del contratto, ma che dovrebbe avere un valore contenuto)

Nel momento in cui decidi di passare a un nuovo operatore, dunque, leggi attentamente tutte le condizioni contrattuali se non vuoi rischiare di passare dalla padella alla brace.

 

Una volta fatte tutte le verifiche del caso, sarai finalmente pronto a fare il grande salto.

 

Cosa fare, però, se il tuo attuale contratto prevede dei costi di dismissione a dir poco proibitivi?

 

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Sei pronto per il cambiamento?



A presto,

 

Leonardo Coppola di Voxloud